
Roma, 27 settembre 2009
Ieri, 27 settembre 2009, ho concluso un’ esperienza straordinaria che mi ha portato per cinque mesi in giro per l’ Europa. se ripenso ai momenti in cui costruivo questo progetto, ho come la sensazione di aver vissuto un sogno. E il sogno, realizzato, non sta nell’ aver portato a termine un impresa certamente faticosa ma comunque non impossibile, sta nel risultato raggiunto in termini umani.
In questo periodo ho scoperto persone speciali, piene di entusiasmo e testimoni reali della parola solidarietà. Trovare amici con cui poter condividere un progetto costituisce già, di per sé una vittoria, e in questo momento io mi sento un vincitore. Ed’ è nello sport, in questo ambiente sano e meraviglioso, che per la prima volta ho capito che la diversità può e deve rappresentare un valore.
Le motivazioni che mi hanno spinto a programmare una tale impresa, partendo dalla mia condizione di disabile motorio, sono l’ abbattimento delle barriere architettoniche ma anche e soprattutto delle mentali, per riuscire a garantire il pieno rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e di autonomia delle persone disabili, al fine di promuoverne la piena integrazione nella società.
In Italia ci sono oltre 5 milioni di disabili motori, con 17000 nuovi casi ogni anno, praticamente una media di 47 persone al giorno. Numeri importanti, eppure spesso sconosciuti alla gente. Cifre che certamente descrivono l’invalidità come male da combattere e prevenire ma anche e soprattutto come situazione da normalizzare nella società. Tutto ciò ha bisogno di servizi sempre più adeguati e all’avanguardia, di innovazione tecnologica che permetta ai disabili di vivere una vita migliore, per molti ancora troppo lontana purtroppo da quella che sono costretti a vivere.
In modo particolare, vista la mia specifica disabilità, mi batto per un obiettivo preciso: la modifica del Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili. Questo documento risale al 1992: nel corso di questi anni la ricerca scientifica, però, ha fatto passi da gigante. È evidente, dunque, che si tratti ormai di uno strumento datato ed obsoleto, che non tiene conto dell’innovazione tecnologica obbligando i disabili ad utilizzare i vecchi presidi rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale o a farsi carico della differenza di costo con quelli tecnologicamente più avanzati disponibili sul mercato. In altri casi, inoltre, non contempla la possibilità di rimborso per protesi ed ausili che, invece, in altri paesi europei vengono regolarmente forniti tramite i rispettivi Servizi Sanitari Nazionali. Il progresso tecnologico oggi è in grado di offrire un evidente beneficio ai cinque milioni di disabili italiani, come peraltro rilevato da uno studio dell’ Università Bocconi di Milano del 2004, secondo il quale, a parità di costo, le protesi di ultima generazione sono in grado di offrire una evidente miglioramento della qualità della vita.
Finché il Servizio Sanitario Nazionale continuerà ad essere poco previdente, preferendo percorrere la via del risparmio, prevedendo budget di spesa incongruenti con la realtà, i disabili italiani dovranno pagare sulla propria pelle il prezzo di scelte che privilegiano il risparmio immediato ed apparente rispetto ad un investimento che, seppur nell’immediato più alto, permetterebbe poi minori costi sociali e sanitari negli anni successivi.
Questa è la mia battaglia, queste le motivazioni che mi hanno spinto a portare avanti il Giro d’Italia prima ed il giro d’ Europa a Nuoto poi, per un mondo senza barriere e senza frontiere, per sollecitare le Istituzioni e per dimostrare a tutti che lo sport, il nuoto in particolare, può essere un forte alleato per facilitare la vita dei disabili.
Ieri ho percorso 34 km in uno specchio d’ acqua meraviglioso. Ho attraversato tre stati, sono partito dalla Croazia, dal porto di Salvore, passando per la magnifica costa Slovena, per arrivare in un incantevole villaggio di nome Muggia, al Circolo della Vela. Non è stato facile, a tratti la borina, a tratti l’ increspamento del mare hanno reso la traversata difficoltosa, ma grazie al calore ed all’ incoraggiamento che ho avuto per tutto il percorso dalle barche che mi accompagnavano, e grazie alla presenza di Filippo Tassara, Luca Baldini, Luciano Martinuzzi e al tifo sfegatato di Barbara Pozar, ho potuto concludere la tappa in circa nove ore: siamo partiti alle 8h45 dal Porto di Salvore, siamo arrivati a Muggia alle 17h30.
Alla partenza sono stato ricevuto dal Sindaco di Umago Vili Bassanese, dal vice sindaco Veljko Ivančić e dall’ assessore alle attività sociali di Umago Dimitrij Sušanj. All’ incontro sono intervenuti: il presidente del Panathlon Giuseppe Donno, Barbara Pozar, Vice presidente della Triestina nuoto, Alberto Scherani, vice sindaco di Capodistria, Sergio Lupieri, Consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Nerio Nesladek, Sindaco di Muggia e Walter Godina, Vice Presidente della Provincia di Trieste, a tutti gli effetti il regista di quella che si è rivelata una giornata che rimarrà indelebile nel cuore di quanti hanno partecipato.
All’ arrivo sono stato accolto da centinaia di persone assiepate lungo la strada che costeggia il mare fino al Circolo della Vela, gremita da altrettante persone festanti, e dall’ inconfondibile voce di Franco Bloccari, vice presidente del CONI di Trieste, che ha animato tutti i presenti fino al mio arrivo. A circa 2 miglia dall’ arrivo sono stato piacevolmente sorpreso dalla presenza di decine di imbarcazioni, tra cui quella dei Carabinieri, della Polizia di Stato, del Sindaco di Muggia Nerio Nesladek, di Sergio Lupieri, Consigliere Regionale, e da decine di canoe guidate dagli studenti del Collegio Adriatico del Mondo Unito. La partecipazione, la condivisione, il calore spontaneo che mi hanno trasmesso non solo mi ha commosso, ma sono sicuro che contruibuirà ad avvicinarmi all’obiettivo che mi sono posto e per il quale ormai siamo veramente in tanti a combattere.
Non è stato facile organizzare e realizzare questo progetto che non avrebbe mai visto la luce senza l’apporto, determinante e decisivo, del Circolo Canottieri Aniene, della Fondazione Roma e dell’ Italbrokers. Per questo oggi ringrazio il Presidente Malagò, il Presidente Emanuele e Stefano Giovannini, la fiducia che hanno voluto accordarmi mi riempie di orgoglio e di forza.
Grazie
Con Affetto
Salvatore Cimmino
Non è facile, nel nostro paese, vivere uno stato di disabilità motoria: alle limitazioni e ai disagi caratteristici della nostra condizione si aggiungono spesso ostacoli causati da un contesto sociale culturalmente e psicologicamente arretrato dal punto di vista dell’accoglienza e dell’integrazione.
La scarsa attenzione di chi occupa abusivamente un parcheggio riservato ai disabili, o di chi ostruisce uno scivolo di accesso ai marciapiedi, o ancora di quanti, nonostante le leggi, non modificano ascensori o rampe di scale invalicabili si traduce, per il disabile, in limitazione effettiva della libertà e, di conseguenza, in un grave colpo alla dignità di soggetti già fortemente provati.
A tutto questo pensavo quando ho iniziato a progettare il Giro d’Italia e poi il Giro d’Europa a nuoto. Dall’età di quattordici anni vivo senza una gamba, amputata a seguito di un osteosarcoma. Credo di essermela cavata piuttosto bene, ho superato i periodi di convalescenza con l’aiuto di medici e riabilitatori intelligenti e sensibili, ho imparato a camminare con le prime protesi vivendo, nel corso degli anni, i progressi scaturiti da una incessante ricerca scientifica e tecnologica.
Oggi, nel campo dei presidi protesici, i risultati sono avanzatissimi: le nuove protesi elettroniche consentono una qualità di vita inimmaginabile fino a qualche anno fa, riducendo di molto i problemi legati ad una postura e a una deambulazione scorrette. Purtroppo, in Italia, a differenza di quanto accade in altri paesi europei, questi strumenti non vengono forniti dal servizio sanitario nazionale se non a costo di lunghi e complicati percorsi burocratici. Il Nomenclatore tariffario, strumento che regola la fornitura dei presidi protesici, non viene aggiornato dal 1992 e dunque non tiene conto dei progressi fondamentali ottenuti dalla ricerca.
Si tratta di un caso di vera miopia culturale da parte di un paese come l’Italia che invece, in ambito normativo, vanta leggi avanzatissime e, soprattutto a livello di istituzioni locali, spesso pone grande attenzione all’integrazione e all’assistenza dei disabili.
Da qui è partita la mia “battaglia”, che mi ha portato in giro per l’Italia e per l’Europa consentendomi di vivere un’esperienza unica e irripetibile soprattutto dal punto di vista umano: confesso di aver fatto parte per lungo tempo di quel nutrito gruppo di cittadini pigri e capaci solo di lamentarsi. E questa consapevolezza l’ho avuta piena nel corso di questi anni quando ho conosciuto, dalla Calabria fino a Copenhagen e Malmo, persone straordinarie che da sempre si occupano con dedizione, passione e competenza di integrazione dei disabili attraverso lo sport. Da loro ho ricevuto una grande lezione e grazie a loro oggi mi sento di poter contribuire appieno alla realizzazione di un mondo migliore, un mondo senza barriere capace di valorizzare al massimo le potenzialità di ognuno.
Il 1 settembre si è svolta la penultima tappa, da Copenhaghen a Malmo: non si può dire che sia stata una prova eccelsa. Le correnti troppo forti, le onde altissime, condizioni complessive davvero avverse hanno costretto gli organizzatori a fermarmi dopo nove ore di nuoto e a quattro miglia dall’arrivo (su diciotto). Si è trattato di una prova per me estremamente ardua dal punto di vista fisico, poco dopo l’inizio il mare ha cominciato a tradirmi costringendomi a nuotare controcorrente rimanendo praticamente fermo, ed è stata dura anche per Adolfo, provato ed emozionato fino alle lacrime di fronte alle mie difficoltà. Mentirei se dicessi di non aver provato delusione. Ma ho sempre in mente il vero obiettivo di ciò che sto facendo e, in questo senso, è stato un vero successo: sia a Copenhagen che a Malmo l’accoglienza è stata straordinariamente affettuosa, il riscontro sulla stampa davvero notevole ed io spero che tutto ciò possa contribuire ad avvicinarmi all’obiettivo che mi sono posto e per il quale ormai siamo veramente in tanti a combattere.
Ringrazio per l’organizzazione, l’accoglienza, l’affetto Jan Bengtsson insieme a tutta la HISO;
Carina Nilsson insieme a tutta la città di Malmo; Angelo Tajani per la sua abnegazione;
Carsten Mortensen insieme a tutta la DHIF; l’ assessore alla cultura di Copenhagen Pia Allerslev insieme a tutta la cittadinanza; Grazia Mirabelli insieme a tutta la Comites.
Inoltre ringrazio di cuore per la partecipazione la dr Clara Bencivenga, Direttore dell’ Istituto di Cultura Italiana, e il dr Pierluigi Gentile, 1° Consigliere dell’ Ambasciata Italiana di Copenhagen.
Infine non posso non salutare con affetto I giornali e le televisioni Danesi e Svedesi per aver illuminato e trasmesso al mondo intero il “Giro d’ Europa a nuoto”
Il prossimo anno, lo prometto, ci riprovo!!!!!
Salvatore Cimmino
Manifesto della V tappa
Copenhagen, molo della Copenhagen Harbour Company

Carsten Mortensen, Jan Bengtsson, Carina Polder, Salvatore Cimmino
Come prima cosa desidero ringraziare di cuore Jan Bengtsson, General Manager della http://www.hiso.nu/ , Carsten Mortensen, dirigente della http://www.dhif.dk/ , e Carina Polder, atleta di punta della nazionale svedese di nuoto di fondo, http://www.openwaterswimming.se/ , per la loro meravigliosa e calda accoglienza.
Come non posso non menzionare Grazia Mirabelli, Presidente della http://www.comites.dk/ , e il giornalista, corrispondente de Il Mattino di Napoli per oltre 20 anni, Angelo Tajani, per il loro contributo ed il loro affetto al progetto “Giro d’ Europa a nuoto per un mondo senza barriere e senza frontiere”.
Il percorso che mi ha portato fin qui inizia all’incirca due anni fa, solo nella mia testa. Cercavo un modo efficace e diverso per comunicare disagi ed esigenze non solo mie ma comuni a quanti vivono quotidianamente la disabilità in un mondo strutturato a misura di normalità. In modo particolare ho vissuto sulla mia pelle, poiché amputato, la difficoltà di ottenere, attraverso il servizio sanitario del nostro Paese, una protesi elettronica di ultima generazione. La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante consentendo la messa a punto di presidi protesici così avanzati da consentire grandi facilitazioni motorie a chi è privo di un arto eppure in Italia non se ne tiene conto, mantenendo inalterato un nomenclatore tariffario, che regola appunto la fornitura delle protesi, fermo al 1992.
Questo stato di cose, questa disattenzione nei confronti di una parte della popolazione va evidentemente combattuto ed io cerco di farlo attraverso il nuoto.
Infatti il prossimo 1° settembre ci sarà la V tappa del giro d’ europa a nuoto, da Copenhagen, molo della Copenhagen Harbour Company, a Malmo, the western harbour.
L’ evento sarà preceduto da una conferenza stampa che si terrà il 31 agosto, presso il comune di Malmo, alle 10h00, e da un’ altra che si terrà un’ ora prima della partenza, presso la sede della Copenhagen Harbour Company.
Sono sicuro che sarà una giornata da ricordare per quanti avranno la fortuna di partecipare a quella che sarà una meravigliosa festa.
Con Affetto
Salvatore Cimmino
31 luglio 2009
Filippo Tassara e mio padre poco prima della partenza.
6h10 - 15h00
Finalmente è andata! Il tratto di mare che più mi spaventava, che immaginavo insormontabile, scuro, agitatissimo alla fine, il 31 luglio, sono riuscito ad attraversarlo! Speravo nella riuscita di questa impresa ma, sinceramente, quando sono arrivato a Dover e ho visto per la prima volta il Canale della Manica e, soprattutto, quando ho potuto provarne la temperatura (ghiacciata, letteralmente ghiacciata) un minimo di scoraggiamento l’ho avvertito…. Anche questa volta, però, due persone straordinarie hanno saputo incoraggiarmi e sostenermi, Filippo Tassara e Giovanni Giordano, addirittura nuotando con me in quelle acque ghiacciate nei giorni precedenti la prova. Non esagero se dico che la loro vicinanza, intelligente e competente, ha determinato il successo della traversata: ci sono stati momenti, durante quelle nove ore e cinquanta minuti, in cui il freddo era talmente intenso da provocarmi dolorosissimi crampi ed è stata la loro presenza, la voglia di non deluderli che mi ha spinto ad arrivare fino alla fine. Per darvi un’idea di quello che ho sofferto, vi basti pensare che ho riacquistato la sensibilità alla testa solo dopo due giorni! In pratica mi sono congelato!!
Di là del risultato sportivo, che comunque mi riempie di orgoglio, di questa esperienza porterò sempre nel cuore la straordinaria carica umana che Filippo e Giovanni hanno saputo trasmettermi, l’entusiasmo con cui hanno voluto sostenermi e la solidarietà da loro fattivamente dimostrata nei confronti del progetto che sto portando avanti.
A questo punto del Giro d’Europa, dopo quattro tappe felicemente concluse, un dato è clamorosamente evidente: le persone, le associazioni e le istituzioni che lavorano per una piena integrazione dei disabili nella società, specialmente attraverso lo sport, sono veramente tante e tutte piene di entusiasmo e competenza. Da loro ho imparato veramente moltissimo e per questo non smetterò mai di ringraziarli. Penso naturalmente a chi mi è vicino fin dal primo momento, il Circolo Canottieri Aniene, la Fondazione Roma e la Italbrokers, ma penso anche ad Enrico, Adolfo, Fortunato, Carmelo, Peppe, Filippo, Giovanni……. E se ho dimenticato qualcuno sono contento: vuol dire che siamo, siete, veramente tanti!!!
Alla prossima!
Con Affetto
Salvatore Cimmino
Giancarlo Volpato
Presidente Associazione "La Colonna"
Fornelli, mare in burrasca
Qualche giorno fa avevo scritto che ero particolarmente contento di partecipare ad una iniziativa intelligente e adesso, dopo aver vissuto questa esperienza, capisco che la fortuna è stata soprattutto quella di aver conosciuto delle persone meravigliose, con le quali ho condiviso un momento magico, che mi ha arricchito e mi ha insegnato che niente è impossibile, soprattutto considerando che questo emozionante evento è stato realizzato dalla passione e dall’ amore di una persona che, solo attraverso la sua volontà, ha saputo guidarci trasformandoci in una unica entità, e con la sua voglia di esserci ci ha sostenuto per vincere un mare così impossibile che anche il traghetto che la mattina ci ha portati a Fornelli ha faticato ad affrontare.
Se penso di aver scoperto di saper nuotare nel 2005, l’anno in cui Giancarlo realizzava il prodigio di mettere insieme un gruppo di amici per sconfiggere, attraverso la ricerca, la lesione spinale allora fatemi dire che non si è trattato di una semplice coincidenza ma di un incontro che ha del miracoloso, perché ci ha uniti per nuotare insieme verso un mondo libero dai pregiudizi, dall’emarginazione e dall’esclusione sociale; per nuotare verso un mondo dove la disabilità è vissuta con spirito costruttivo, attribuendo un valore positivo alla diversità, a tutte le diversità, traendo dalla condivisione delle difficoltà un insegnamento più generale; per nuotare verso un mondo solidale con chi ancora non ce la fa, con chi stenta a sopportare la fatica di una vita segnata dai disagi e povera di relazioni emotive, con chi soccombe agli egoismi individuali e non trova il coraggio di rivendicare dignità e amore; per nuotare verso un mondo dove con la partecipazione di quanti hanno responsabilità politiche a tutti i livelli, si costruisca una società tale da consentire ai genitori di vedere i propri figli o figlie disabili affidati all’attenzione sollecita di una comunità pronta a prendersene cura con rispetto e amore.
Grazie Giancarlo, Gianluca, Fabio, John, a tutta la “Colonna” per avermi pescato e per aver reso la mia vita più bella.
Con affetto
Salvatore
Filippo Tassara
Responsabile Tecnico Federale dell’area agonistica dei 25 Km nella Nazionale di Nuoto di Fondo dal 2005.Collaboratore di varie riviste con pubblicazioni di carattere sportivo

Allenatore di Luca Baldini, pluricampione mondiale ed europeo di nuoto di fondo nella gara di 5 Km.
Cari Amici,
alla fine di luglio grazie all'amicizia che mi lega a Salvatore Cimmino riuscirò a realizzare un sogno che accarrezzo da quando giovane pallanuotista-nuotatore nella storica Nicola Mameli di Voltri, sentivo parlare, dai vari personaggi che contornavano il mio mondo acquatico, circa la "famosa" traversata della Manica.
Dalle bianche scogliere di Dover a Calais. Diciotto miglia di nuoto puro, utilizzando qualsiasi stile conosciuto. Più o meno la distanza che separa Capri da Napoli. Proprio quest'anno un mio atleta, o meglio, un giovane grande atleta, Edoardo Stochino, da me allenato ha conquistato un meraviglioso terzo posto in sette ore e quattro minuti. Tempo fantastico. Ma ecco che Salvatore, con il quale ho condiviso la gioia della sua prima esperienza nel Giro d'Italia nel maggio 2007, mi chiede di assisterlo in una nuova fantastica avventura.
Il Giro d'Europa in sei tappe e a me riserva la tappa più impegnativa : la Manica!!! Quanto potremmo dire di questa prova che pone l'uomo contro se stesso nel confrontarsi con elementi naturali in situazioni estreme. Salvatore scriverà il suo nome in una prova che ha visto primo fra tutti il famoso Capitano Webb vincere gli elementi concludendo la prova nuotando unicamente a rana. Conoscere Salvatore e potergli fornire tutta l'esperienza che possiedo insieme all'amico Dott. Giovanni Giordano sarà un qualcosa che andrà oltre le speranze di quel ragazzino che cinquant'anni fà fantasticando con i racconti sentiti immaginava ,un giorno di trovarsi protagonista proprio là.
Grazie Salvatore e ...FORZA! come al solito sarai grande!
Filippo Tassara


Sono particolarmente contento di scrivere queste righe perché riguardano un’iniziativa, alla quale ho aderito con entusiasmo, che fa del connubio sport e solidarietà una ragione fondamentale: si tratta dell’Associazione “Io nuoto per Gianca” che da tempo, attraverso manifestazioni sportive nei mari più belli d’Italia, si occupa di raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle lesioni al midollo spinale. Il 18 luglio nuoterò dall’Asinara a Stintino, un tratto splendido e incontaminato, insieme a campioni dello sport e appassionati che ogni anno si ritrovano per rinnovare la partecipazione ad un progetto utile ed intelligente.
Come più volte ho potuto costatare spesso la società civile mostra una sensibilità ed una capacità di partecipazione ai problemi della disabilità che non trovano pieno riscontro nell’azione dei governi. Penso, con delusione, alla decisione di non aumentare le multe per le aziende che non rispettano il collocamento obbligatorio delle persone con disabilità, oppure alle difficoltà che incontrano nelle scuole i cosiddetti “minorati sensoriali” che ancora oggi, a nove anni dall’emanazione della legge 69 del 2000, non possono usufruirne perché il Ministero dell’Istruzione ritarda nel dar corso alle modifiche previste dal regolamento attuativo.
Sono questioni burocratiche, lungaggini amministrative che però per noi disabili si traducono in difficoltà quotidiane, non solo pratiche ma anche emotive, e rivelano il ritardo culturale che ancora caratterizza il lavoro dei nostri legislatori.
Queste difficoltà hanno ispirato e ancora ispirano il Giro d’Europa a Nuoto. Sono ormai arrivato alla vigilia della quarta tappa che mi vedrà impegnato, tra il 29 luglio e il 6 agosto, nell’attraversamento del Canale della Manica. Si tratta di una storica traversata che da sempre appassiona e affascina nuotatori esperti e semplici amanti del nuoto e del mare. Nel mio progetto la distanza che separa l’Inghilterra dalla Francia assume ancora di più un valore simbolico, le difficoltà del mare sono gli ostacoli da affrontare per una piena e definitiva integrazione del mondo dell’handicap con il mondo cosiddetto normale, fino alla realizzazione di una società che consenta a tutti pari diritti e pari dignità.
In questa impresa sarò accompagnato e assistito da Filippo Tassara, figura fondamentale per il nuoto di fondo italiano e, lo dico con orgoglio, caro amico dai tempi del Giro d’Italia. Non nascondo un po’ (anzi molta) preoccupazione per le difficoltà che mi aspettano, ma come sempre sono spronato dall’affetto e dall’appoggio concreto del Circolo Canottieri Aniene, della Fondazione Roma e dell’Italbrokers. Per questo ringrazio il Presidente Malagò, il Prof. Emmanuele Emanuele,Stefano Giovannini, e quelle istituzioni, enti locali, associazioni e circoli, fatti di persone straordinarie che, con il loro sostegno e la loro attenzione mi hanno dimostrato che tutto ciò per cui io combatto oggi per loro rappresenta una priorità da sempre.
Con Affetto
Salvatore Cimmino